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Roberto Benigni e Raffaella Carrà - la patonza e lo sventrapapere

Un momento passato agli annali della televisione italiana: Roberto Benigni irrompe nella trasmissione Fantastico con il suo modo di fare irriverente e allo stesso tempo esilarante. La conduttrice dell'edizione di allora (1991) Raffaella Carrà è subito messa in imbarazzo dal comico che addirittura la fa inciampare, approfittandosi della situazione di "svantaggio" per palparla senza pietà.

Il dissacrante siparietto (Fantastico era lo show d'eccellenza del sabato sera RAI) continua con Benigni che passa all'argomento tanto amato da chi segue la sezione Sexissime: la bellezza femminile e la conseguente attrazione sessuale da parte dell'uomo. Inizia ad elencare i nomi con cui viene indicato l'organo genitale della donna: passerotta, mona, picchia, crepaccia, pucchiacca, topa, sorca (viene giù il Teatro delle Vittorie dato che il pubblico è al 99% di Roma), patonza, bernarda, gnacchera, l'anonima sequestri...

In seguito viene anche coinvolto Piero Angela, famoso divulgatore scientifico-culturale, che allora conduceva un innovativo viaggio nel corpo umano. Benigni chiede se è mai riuscito ad avvicinarsi alla "zona off-limits" della Carrà durante uno dei suoi viaggi. Angela in seguitò affermerà di aver detto di non aver avuto il coraggio ad avvicinarsi troppo perché troppo buio. La battuta, non avendo il microfono, si riesce a distinguere ben poco anche a causa delle risate generali.

Benigni continua elencando i nomignoli con cui viene indicato il pene: «pisello, pisellino, pistolino, pipino. Poi quando si cresce il randello, la banana, l'asta, la verga, la mazza... il cetriolo ... lo sventrapapere ... il blackendeckere... ». Grande performance di uno spirito libero che ha saputo uscire dagli schemi della rigorosa RAI dell'epoca facendo sorridere e mai scandalizzare pur essendo un video di 20 anni fa!